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Vulcano e le Isole Eolie

L’uomo di città morde l’asfalto, l’uomo di città batte ritmi di lavoro.
Per scoprire te stesso scopri il mare, per scoprire te stesso scopri un isola.
Esistono posti dove il mare è solo una striscia azzurra al di la della gente e delle barche.
Tu lo guardi da lontano bevendo martini e hai ancora il lavoro nelle mani e l’odore dell’asfalto.
Esiste un’isola che somiglia a un’isola dei tempi lontani.
Isola – natura – silenzio, ti svegli tra pareti semplici, cammini sulla sabbia, raccogli conchiglie iridescenti, esplori fondali, incontri pesci senza paura, non devi cercare il largo: il mare porta a riva i suoi segreti più belli.
In quest’isola il mare e la riva vanno ancora d’accordo.
Per scoprire te stesso scopri il mare.
Il mare è la tua promessa e Vulcano sa mantenerla.

Vulcano veniva chiamata dai greci "l'isola di fuoco" dove gli Dei fabbricavano le armi degli eroi.

cL'attività vulcanica dell'isola impressionò molti antichi storici: da Senofane a Tucidide, da Aristotele a Plinio.
In tempi più recenti, il Campis riferiva che dall'isola si ricavavano notevoli quantità di legname, di allume e di zolfo. Lo sfruttamento minerario, iniziato nel periodo dei romani, continuò fino all' epoca dei borboni. Dopo la caduta di questa dinastia, nel 1860, la parte settentrionale dell'isola fu acquistata dal britannico Stevenson, che vi costruì un castello, riattivò le miniere e piantò i primi vigneti.Egli continuò l'opera dei predecessori. Fece costruire una mulattiera che si spingeva dentro la voragine del cratere, dove vennero fabbricati ricoveri in muratura per gli operai.


cNel 1888, l'ultima eruzione del vulcano convinse Stevenson ad andarsene e a vendere tutto. Gli abitanti delle zone di Gelso e Piano, contadini e pastori, furono gli ultimi rimasti e i soli a formare la popolazione dell'isola. L'avvio di una rudimentale agricoltura, soprattutto basata sulla vite, riattivò l'interesse per la bellissima isola, che è oggi una delle mete preferite dai turisti nell'arcipelago eoliano.

 

 

cL'isola deve in effetti la sua esistenza alla fusione di alcuni vulcani di cui il più grande ma spento è il Vulcano della Fossa. Gli altri sono il Vulcanello (123 m) a nord; il meridionale Monte Aria (500 m), completamente inattivo, che forma un vasto altopiano costituito da lave, tufo e depositi alluvionali olocenici e il Monte Saraceno (481 m).

 

 

cIl principale vulcano, a occidente, sembra essersi formato dopo l'estinzione del vulcano meridionale; con lave molto acide, ha generato il monte detto Vulcano della Fossa (o Gran Cratere o Cono di Vulcano), alto 386 m, con pendici molto ripide, con a nord un cratere spento, detto Forgia Vecchia. A nord-ovest si trova una recente colata di ossidiana del 1771, detta le Pietre Cotte. Il cratere attivo è situato alquanto spostato a nord-ovest. Attualmente l'attività vulcanica è data da fenomeni di solfatara e da frequenti eruzioni, generalmente esplosive.

 

cSebbene l'ultima eruzione sia avvenuta nel 1888 - 1890, il vulcano non ha mai cessato di dare prova della propria vitalitàed ancora oggi si osservano differenti fenomeni: fumarole, getti di vapore sia sulla cresta che sottomarini e la presenza di fanghi sulfurei dalle apprezzate proprietà terapeutiche. A nord numerose fumarole continuano ad emettere acido borico, cloruro di ammonio, zolfo, che alimentano un complesso industriale per la produzione di zolfo. (da wikipedia).

 

dal film "Vulcano" di Otto Dieterle, con Anna Magnani

 

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